Gino Loria: Matematiche, didattica, libri, mondi. Teca 5. Intersezioni

Obiettivo di questa teca è presentare una piccola selezione di testi e documenti sicuramente studiati e posseduti da Gino Loria. Abbiamo cercato di rintracciare alcune delle molte “reti multidimensionali di relazioni” intessute dallo studioso.
Tutto il materiale esposto fa parte del “Fondo Loria” custodito presso la biblioteca. La maggior parte dei documenti presentati nella teca sono indicizzati nel catalogo di Ateneo “UnoPerTutto”. Sono esposti:
- Trattato d'aritmetica, Giuseppe Bertrand, prima traduzione italiana con note ed aggiunte di Giovanni Novi, Firenze, Le Monnier, 1862 
- Trattato sul calcolo integrale e le sue applicazioni con molti esempi, Isaac Todhunter; versione dall'inglese con aggiunte di Giuseppe Battaglini, Napoli, Libreria scientifica e industriale di B. Pellerano, 1880 
- La tavola dei numeri e divisori primi. Manoscritto di Luigi Poletti, 1919 
- Tavole di numeri primi entro limiti diversi e tavole affini, Luigi Poletti, Milano, U. Hoepli, 1920 
- L' arithmetica et geometria speculativa et praticale. Di M. Francesco Feliciano da Lazisio Veronese intitolata Scala grimaldelli, In Venetia, appresso Simon Rocca, 1570 
- Libro di matematica. Manoscritto di Guglielmo Libri, 1821 [versione digitale su Doge
- Io. Baptistae Portae Neapolitani Elementorum curvilineorum libri tres. In quibus altera geometriae parte restituta, agitur de circuli quadratura. Ad illustrissimum ... Federicum... (Romae, apud Bartholomaeum Zannettum, 1610).

Infine, abbiamo inserito nella teca un modello matematico in gesso per l’insegnamento della geometria, parte della collezione di 141 pezzi appartenenti alla biblioteca. Il modello presentato non è presente nel lascito Loria, ma è presumibile che la collezione dei modelli si sia formata intorno alla fine del 1800 e l’inizio del 1900 per impulso di Loria 
[cfr. Giuseppina Fenaroli [et al.], Collezioni speciali esistenti nella biblioteca matematica dell’Università di Genova, in: Pietro Riccardi (1828-1898) e la storiografia delle matematiche in Italia. Atti del convegno, Modena, 16-18 marzo 1987, Modena: Dipartimento di matematica pura e applicata "Giuseppe Vitali", Università di Modena, 1989, pp. 219-230].

Osservazioni, integrazioni, dettagli

Le opere di Joseph Bertrand e di Isaach Todhunter sono numerose nella collezione Loria. Ne esponiamo due nella teca. I problemi matematici studiati da questi autori vengono trattati in molti quaderni manoscritti di Gino Loria. Alcuni esempi sotto :
Problemi di algebra. Equazioni di primo grado I. Pag 3. Nel quaderno sono illustrati diversi problemi riferiti a Bertrand (si veda tutto il quaderno su Doge)

Problemi di calcolo infinitesimale. Massimi e minimi delle funzioni ad una variabile II. Pag. 3 (si veda tutto il quaderno su Doge)

Il manoscritto di Luigi Poletti, “Tavole di numeri primi entro limiti diversi e tavole affini” datato 1919, fu pubblicato dall’autore nell’anno successivo presso Hoepli su suggerimento, e probabilmente con il supporto scientifico, di Loria. Questa collaborazione  emerge nella dedica del libro pubblicato, che tratteggia in modo realistico e personale le modalità di un incontro tra studiosi umanamente significativo:
Tavole di numeri primi entro limiti diversi e tavole affini, Luigi Poletti, Milano: U. Hoepli, 1920. Dedica

 

Abbiamo esposto il manoscritto del "Libro di matematica" di Guglielmo Libri, perché citato da Loria in una nota nella trattazione della biografia "Guglielmo Libri come storico della scienza" redatta da Loria stesso nel 1918: 
Gino Loria, Guglielmo Libri come storico della scienza, in: Scritti, conferenze, discorsi sulla storia delle matematiche: raccolti per iniziativa e pubblicati sotto gli auspici della sezione ligure della società "Mathesis", Padova, CEDAM, 1937, pg. 346, nota 2

Infine abbiamo ritenuto importante dare spazio espositivo ai più antichi tra gli esemplari del Fondo Loria, che fu bibliofilo e collezionista, e in particolare sono esposte: 
1) la cinquecentina “L'arithmetica et geometria speculativa et praticale…” che è l’opera più antica del fondo, pubblicata a Venezia nel 1570. Il libro è appartenuto nei secoli a diversi possessori che hanno lasciato, come consuetudine, le loro note manoscritte sul foglio di guardia anteriore e nel colophon del libro: 
 
b) la seicentina "Elementorum curvilineorum libri tres. In quibus altera geometriae parte restituta, agitur de circuli quadratura” di Giovambattista della Porta è pubblicata a Roma nel 1610.  E' un libro donato a Loria, con relativa dedica presente nel foglio di guardia anteriore. Giovambattista della Porta (1535-1616) fu autore poliedrico e dai vasti interessi, non solo di carattere matematico e scientifico.
 
In un articolo del 1916, pubblicato da Gino Loria nel Bullettin of the American Mathematical Society, di cui la biblioteca possiede l'estratto (ma AMS mette a disposizione, nel suo archivio, il PDF), Gino Loria "difende" l'opera di Della Porta sulla geometria dalle valutazioni sprezzanti espresse da Augustus de Norman (1806-1871) nel libro a Budget of Paradoxes, pubblicato postumo nel 1872 come antologia di diversi scritti dedicati a denunciare le pseudomatematiche e presudoscienze. (link a edizione del 1915).

 


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